
Lo ripeto spesso: i libri ci chiamano. In gita ad Ustica per una giornata, decido di portarmi un libro a caso da leggere tra quelli, una decina, che in questi giorni ho preso alla Biblioteca Privata Itinerante “Pietro Tramonte”. Usati, con pochi euro. Scelgo Andrea Camilleri, autore amatissimo che non leggo da tempo. Ignoro la trama, la scopro sull’aliscafo partendo da Palermo. Si tratta di romanzo-favola ambientato a Vigàta e ispirato all’Odissea, in cui Camilleri, col suo dialetto siciliano reinventato, riprende personaggi, scene e versi di Omero, con evidenti rimandi al viaggio a Itaca, a Ulisse, alle sirene in particolare. Maruzza Musumeci è una sirena. Parla persino in greco, richiamando quanto avviene nell’opera. Ustica, fra tradizioni fantasiose e leggende popolari, è da sempre associata all’isola delle Sirene o a quella della maga Circe. Tutto ciò mentre al cinema spopola il film di Nolan. Insomma, non è stata una lettura casuale. L’ho praticamente terminata già durante il ritorno a Palermo, in quell’altra isoletta che è la Sicilia. In qualche modo, la sirena aveva cantato per attirarmi a sé: il volume tra l’altro si trovava in una libreria di legno marcio che stava in piedi per miracolo, coperto da altri libri, dentro un cassetto. L’ho aperto per curiosità e ho trovato Maruzza.




Lascia un commento