Uno, nessuno e ventitré

Last seen

Pubblicato il

Categoria:

Quelle che sembrano le ossa di un bambino vengono trovate in un bosco. Non è una scena cruenta. Non è una serie cruenta. È solo lo spunto per raccontare la storia di una famiglia disintegrata, che undici anni prima ha perso la figlioletta. Che non è morta, è scomparsa. I resti ritrovati risvegliano il padre depresso, ex capo della polizia, che si attiva per capire meglio cosa sia successo al tempo e subito si accorge che qualcosa non torna. Il mistero viene svelato presto e fortunatamente la trama si sviluppa in modo un po’ diverso dal solito stereotipo basato sulle indagini, sul maniaco e su altri casi di bambini svaniti nel nulla. Questo non vuol dire che manchino del tutto gli stereotipi, la cornice anzi resta sempre la stessa: il padre alcolizzato, la separazione dalla moglie che nel frattempo si è rifatta una vita, i poliziotti amici che prima lo compatiscono e poi lo arrestano, l’amico dagli atteggiamenti ambigui, le coincidenze assurde create apposta per far incastrare i pezzi. Ciò nonostante, le puntate filano lisce in un giusto mix di tensione e apprensione, scansando la noia, la violenza, i dialoghi patetici, i momenti morti e, fino ad un certo punto, i morti. Soprattutto perché sotto i riflettori finisce un’altra famigliola, felice, che diventa protagonista e le cui giornate incontaminate subiscono un radicale cambiamento. Apple TV è andata a pescare in Australia, invece che nella provincia americana, regno delle ambientazioni per questo genere di storie e, guarda caso, ha trovato una sceneggiatura un tantino più originale, dove i cattivi fanno anche cose buone, ma fucilarli non dispiace. Nessun dubbio su chi fare il tifo. E nessun dubbio sulla durata, giusta, con sei episodi last seen e nessuna nuova stagione da attendere.

Commenti

Lascia un commento

Scopri di più da Topper Harley

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere