Uno, nessuno e ventitré

Cape Fear

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Dopo Il promontorio della paura e l’omonimo Cape Fear, grandi film con grandissimi cast, arriva su Apple TV la serie, che mantiene le aspettative e tiene alto il livello. Il cattivo Max Cady, interpretato prima da Robert Mitchum e poi da Robert De Niro, è ora uno strepitoso Javier Bardem, uomo per cui non si può non fare il tifo, nemmeno quando veste i panni di un criminale psicopatico senza scrupoli. Uscito di galera dopo 17 anni, scagionato da una dubbia testimonianza che lo assolve dall’aver ucciso la compagna incinta di suo figlio, Cady vuole vendicarsi degli avvocati colpevoli, a suo dire, di averlo fatto incriminare nascondendo delle prove fondamentali. Gli avvocati, procuratore e difensore, sono oggi marito e moglie, hanno due figli e vivono nel lusso della loro vita apparentemente perfetta. In realtà, sembrano due decerebrati usciti da Beautiful che, nonostante le avvisaglie di pericolo, continuano a comportarsi come i protagonisti di una soap opera, sbagliando tutto lo sbagliabile, con i figli, al lavoro, con i giornalisti, con Max Cady. Al punto che, a prescindere da Bardem, si fa proprio il tifo per lui, supportato da una trama che ambiguamente lo fa passare spesso per un perseguitato, malgrado ce la metta tutta per essere spregevole. Gli eventi girano a suo favore e i colpi di scena gli danno ragione. Ma Cady è pure un abile manipolatore e la storia, per quando assurda, funziona perché fino alla fine lascia lo spettatore in preda degli avvenimenti senza che se ne possa fare un’idea chiara. In tutto ciò, se la coppia di avvocati, per convenienza o idiozia, ignora il nemico al punto di diventarci amico, la polizia appare come una banda di imbecilli che nemmeno davanti ad un cadavere smembrato arriva a sospettare di Cady. Il quale, nel frattempo, è diventato milionario per via del risarcimento e idolo della stampa per essere stato condannato da innocente. Ci sono poi i figli adolescenti, ancora più stupidi dei genitori e costantemente in preda agli ormoni, alle ansie dell’età e alla mancanza di attenzioni. I trascorsi di Cady, rappresentato soprattutto dal padre violento che lo chiudeva in una gabbia per cani o dalla presunta sorella adottiva divenuta sua amante (la stessa Juliette Lewis che nel film con De Niro interpretava la figlia “lolita” della coppia), aggiungono ulteriori elementi di disturbo ad una serie comunque efficace, che mantiene una tensione costante grazie anche al noto main theme orchestrale, oscuro ed inquietante. Il finale è un po’ troppo soft rispetto all’andamento delle puntate. Me lo sarei immaginato diverso. Non dico che la famiglia avrebbe dovuto essere sterminata interamente, però ci si poteva andare vicino. Invece, niente, è sempre Beautiful.

Commenti

4 risposte a “Cape Fear”

  1. Avatar Evaporata

    Preferisco ricordarlo nelle versioni più oneste… ;-)

    1. Avatar Topper Harley

      Questa è una serie però, dovevano allungare il brodo ma non è male…

  2. Avatar st2wok

    Per un attimo temevo avrei avuto un motivo in più per abbonarmi a Disney Channel ma, almeno stavolta, pare essermi andata bene…

  3. Avatar The Butcher

    Non sapevo che avessero fatto una serie su Cape Fear. Gli darò un’occhiata anche se deve vedersela con due titani enormi, l’originale e il remake di Scorsese.

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