
Il sindaco di un’anonima e piuttosto squallida cittadina insulare americana, Widow’s Bay, che ha poco o nulla da offrire ai visitatori, cerca in ogni modo di rilanciarne l’economia puntando sul turismo. Si deve però scontrare con una serie di superstizioni locali che si tramandano da secoli e sulle quali è sempre stato molto scettico, a differenza di gran parte degli abitanti. Quando iniziano a manifestarsi inquietanti fenomeni soprannaturali, il suo scetticismo inizia a vacillare, fino convincerlo che qualcosa effettivamente non va e portarlo, agguerrito, dall’altra parte dello schieramento. Nel frattempo, tra un episodio e l’altro, viene ricostruita la storia dell’isola. Una maledizione l’accompagna da generazioni e proprio adesso sembra voler manifestare la sua forza, facendo emergere antiche leggende e trasformando i racconti folkloristici del pub in eventi reali che coinvolgono i cittadini. Si tratta di una serie horror con ottimi spunti ma è anche e soprattutto una commedia spiritosa che non risparmia le battute. Scene da paura si alternano a sketch comici e dialoghi paradossali, mantenendo sempre un tono leggero. C’è qualche momento morto. E qualche morto. Il mistero resta comunque vivo, perché qualcosa prima poi accade. Peccato che, nonostante i colpi di scena, non tutto venga svelato. Il finale resta aperto come la porta del sotterraneo delle ultime scene che, nell’ombra, nasconde chissà quale mostruosità. Apple TV si conferma al top. Dopo aver abbandonato Netflix e spolpato HBO Max, sono sbarcato su questa nuova isola che, a differenza di Widow’s Bay, ai visitatori ha davvero tanto da offrire. In attesa della seconda stagione.




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