
Probabilmente la migliore guida narrativa che abbia letto su Palermo, mescola racconto, storia, leggende locali e veri itinerari a piedi per esplorare il centro storico della città in un percorso di esattamente 16.000 passi. Lo spunto letterario si basa sulla visita di una famiglia padovana che viene portata in giro da Ruggero, alter ego dell’autore, palermitano DOC, il quale parla del suo luogo natìo con affetto ed esperienza, infilandoci dentro curiosità, aneddoti, consigli gastronomici e perfino ricette. Non è una guida turistica, funziona più come una passeggiata con un amico che si sposta da un discorso all’altro, mentre assaggia e fa assaggiare uno sfincionello o una brioscia col gelato. Attraverso i quattro mandamenti (Albergheria, Capo, Kalsa e Loggia), il gruppo percorre undici itinerari che non compaiono nelle guide classiche, ognuno corredato da una piccola mappa e qualche foto. È un libro per chi vuole innamorarsi di Palermo camminando, non per chi vuole solo vederla, spuntando una checklist delle tappe più note. Ne avevo sentito parlare proprio esplorando le botteghe del centro. Nel suo piccolo, ha avuto riscontri positivi sia da parte di chi sbarca in città per la prima volta sia per chi la conosce già. Lo consiglierei anche a chi non ci è mai stato, ma ha anche solo una vaga intenzione di andarci in un remoto futuro. Per me che ci ho vissuto metà della mia vita, è stato illuminante approfondire storie di cui non avevo troppa padronanza e che invece adesso posso riproporre agli amici sostituendomi alla figura di Ruggero. In più, ho proprio desiderio di “toccare con mano” quei racconti, farli miei e aggiungerli al mio bagaglio di ricordi. Motivo per cui metterò nello zaino il volumetto durante le mie prossime visite in città, continuando a stupirmi delle sorprese che ogni volta mi offre.




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