
Pubblicata trent’anni fa in tredici numeri, qui racchiusi in un unico volume, Il lungo Halloween è una delle migliori storie di Batman di sempre, cui va dato atto tra l’altro di aver contribuito alla trilogia di Nolan e all’ultimo The Batman. Non sono cresciuto con questi fumetti e scoprirli molti anni dopo mi permette di comprendere meglio l’enorme evoluzione che il mio supereroe preferito ha avuto nel frattempo. Il Cavaliere Oscuro è nei primi anni di carriera e, insieme al procuratore distrettuale Harvey Dent e al capitano amico James Gordon, indaga su un serial killer, chiamato Holiday, che colpisce esclusivamente durante le feste. Gotham City, sinora sotto il controllo della criminalità mafiosa, vive l’ascesa dei villain mascherati, che ci sono tutti: da Joker a Due Facce, che nasce proprio tra queste pagine, passando per Poison Ivy, Spaventapasseri, Cappellaio Matto, Solomon Grundy, Enigmista, Pinguino, Killer Croc e l’ambigua Catwoman. L’azione ruota intorno a loro, ma il mistero è tutto incentrato sull’identità di Holiday, che tiene in sospeso il lettore fino alla fine e viene svelata solo nel colpo di scena in chiusura. L’opera, nel complesso, combina atmosfere noir e investigative, ben supportate da disegni che forse appaiono un po’ troppo stilizzati, quasi caricaturali per quando riguarda i cattivi, eppure funzionali e proprio belli. Batman è giovane e tormentato, ha non poche gatte da pelare, una in particolare, fa più il detective che il supereroe e mostra una vulnerabilità che lo rende più umano: aspetti che contribuiscono a rendere la storia una pietra miliare del moderno uomo pipistrello. Nonostante l’età.




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