Uno, nessuno e ventitré

La vecchia dell’aceto

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La vecchia dell’aceto, tale Giovanna Bonanno, è una donna vissuta a Palermo nel ‘700, che ha ucciso indirettamente almeno una decina di persone tramite una miscela a base di arsenico, vino bianco e aceto per pidocchi, un veleno incolore e insapore in grado di agire senza lasciare tracce. Il suo intento era racimolare qualche soldo offrendo il suo servizio soprattutto a donne maltrattate, mogli infelici, amanti disperate che vedevano in lei l’unico modo per liberarsi da mariti violenti o situazioni senza via d’uscita, molto comuni in quel periodo. A Palermo, poi. Luigi Natoli, con lo pseudonimo di William Galt, già autore de “I Beati Paoli”, bellissimo, ne ha tratto ispirazione per scriverci un romanzo storico: la vecchia dell’aceto non è esattamente la protagonista, ma le innumerevoli vicende che vedono coinvolti gli innumerevoli personaggi, alcuni dei quali realmente esistiti, ruotano intorno a lei. Tra invenzione e storia, il romanzo riporta fonti, nomi e documenti ufficiali. La trama è complessa, al punto che le diecimila puntate di Beautiful, in confronto alle quasi seicento pagine del libro, appaiono forse meno intricate. Si inizia con nobili signori che ripudiano figli avuti da amanti occasionali e si va avanti negli anni con questi figli che, crescendo, vanno a confrontarsi con gli intrighi annidati tra miseria e nobiltà, religione e superstizione, giustizia e vendetta. La bravura di Natoli sta nel raccontare in modo scorrevole sia il contesto storico sia i contrasti sociali e culturali dell’epoca. Compaiono anche associazioni segrete che iniziano a svilupparsi come quella che un giorno diventerà la mafia. Le descrizioni della Palermo di duecento anni fa affascinano, in particolar modo leggendo di luoghi che esistono ancora e che, dalla stesura del testo originale nel 1927, sono ulteriormente cambiati. La vecchia dell’aceto è finita sulla forca. Non è spoiler, è cronaca nera, una nota di colore di uno spaccato del tempo che, raccontato oggi, sarebbe pressoché identico.

Luigi Natoli – La vecchia dell’aceto

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Commenti

5 risposte a “La vecchia dell’aceto”

  1. Avatar apheniti

    Conoscevo la storia di Giulia Tofana, ma non questa che le è molto simile… E chissà di quante storie simili non siamo a conoscenza!

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    1. Avatar Topper Harley

      Vero! La storia di Giulia Tofana, pure lei di Palermo, è altrettanto nota ma forse meno documentata perché risale al 1600 circa, da quanto ricordo.

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  2. Avatar Neogrigio

    Interessante, le 600 pagine poi non pesano se la lettura scorre

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  3. Avatar Alessia Lo Curto

    Per un attimo ho pensato parlassi di Tofana… ma di storie simili ce ne sono troppe. Sembra molto interessante come libro

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  4. Avatar Domenico Mortellaro
    Domenico Mortellaro

    Le cose minime come aceto e sapone… toccasana x me e i collegi e specchio di raffinata fantasia femminile

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