
Davide Toffolo è il frontman dei Tre Allegri Ragazzi Morti, band con un grande seguito in Italia che io invece non ho mai apprezzato particolarmente. Ricordo, tutt’altro che allegro, di essermi annoiato a morte ad un concerto a cui ero capitato per caso con tre amici. Toffolo però è anche un bravo fumettista e Pasolini, oltre ad essere stato uno dei suoi ispiratori, è anche il titolo della sua opera più famosa: un omaggio al grande intellettuale morto ammazzato nel 1975, che in questo graphic novel torna in vita per raccontare il suo pensiero. Torna in vita davvero. Almeno così sembra. Nel fumetto, un tizio che ha le sue sembianze e la sua voce contatta il giovane Toffolo per incontrarlo e farsi intervistare. Toffolo, curioso, lo ascolta e lo segue o almeno ci prova: PPP lo convoca di volta in volta in luoghi simbolici della sua esperienza terrena, parla fitto fitto delle sue idee, tra consumismo, omologazione, società, potere, poesia, tutto il repertorio insomma, poi si stufa e se ne va. Fino al prossimo incontro. I dialoghi trasudano citazioni che, da modesto conoscitore di Pasolini, non sempre ho colto. Anzi quasi mai. Se non fosse stato per le note, non ci avrei capito molto. L’impressione che mi è rimasta, tuttavia, è quella di un Pasolini antagonista, uno strumento per mettere in risalto l’autore, cioè Davide Toffolo, personaggio intorno al quale gira un’intera storia, direi autocelebrativa. Le tavole sono in bianco e nero, il tratto è pulito, l’atmosfera a tratti onirica. Nessun dubbio che l’autore abbia fatto un buon lavoro. Non a caso, si tratta di un’opera che, nonostante abbia più di vent’anni, può dirsi ancora attuale e continua ad incuriosire nuovi lettori, tipo me. A differenza dei Tre Allegri Ragazzi Morti che non so quanto siano attuali ma difficilmente mi interesserà ascoltare.





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