Uno, nessuno e ventitré

Inferno

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L’inferno è quello della Divina Commedia, quello che tutti conosciamo (o conosceremo) e che ieri, penultima di cinque date, è andato in scena al Teatro dell’Opera di Roma, in una trasposizione di Lucia Ronchetti, compositrice italiana con un importante curriculum alle spalle. L’opera mette in musica i versi del Sommo Poeta avvalendosi in particolare di voci soliste, cori, archi e percussioni che hanno dato vita (e morte, è il caso di dire) ad un’atmosfera coinvolgente e inquietante, come piace a me. Ammetto di aver sudato per non perdermi tra i gironi infernali del linguaggio dantesco, quel volgare fiorentino del ‘300 pieno di invenzioni, che già non capivo a scuola, leggendolo, figuriamoci adesso, ascoltandolo. Per fortuna, i soprattitoli mi hanno aiutato, anche se ho preferito seguire quelli in inglese, più diretti e comprensibili. Allestimento spettacolare: un’abitazione di sei stanze distribuite su tre piani che si muovono sul palcoscenico in verticale, apparendo e scomparendo alla vista. La scenografia infatti non prevede fuoco, fiamme, rocce o demoni: più che un posto fisico vuole essere un non-luogo che identifica i gironi come tappe interiori, un paesaggio mentale fatto di spazi e geometrie, di buio e ombre in cui i personaggi sembrano presenze sospese e intrappolate. Non a caso, Caronte si trova in bagno, un ambiente solitamente di passaggio, non di permanenza, dove ci si pulisce, ci si rigenera, si cambia stato: metafora perfetta per le anime che devono essere traghettate. In camera da letto c’è Francesca. Ulisse e Ugolino compaiono in soggiorno. Niente è casuale. Tommaso Ragno interpreta Dante e alla fine riceve lunghi applausi, non fosse altro per aver imparato a memoria decine e decine di complicatissimi versi e averli cantati senza lamentarsi. Un atto unico di 95 minuti a cui sono felice di aver assistito. Potermi godere l’Inferno comodamente seduto in poltrona, mentre nel mondo fuori l’inferno vero si espande e uccide, è un lusso da non sottovalutare.

Commenti

4 risposte a “Inferno”

  1. Avatar Domenico Mortellaro
    Domenico Mortellaro

    L’idea condominiale mi ricorda un gioco vecchissimo che c’era su FB in cui si costruiva un condominio a moduli. Ed è un setting fantastico.

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    1. Avatar Topper Harley

      Sembra bello in effetti. Sono più vecchio di FB, eppure non lo conosco. E pure FB vorrei non conoscere.

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  2. Avatar gattapazza

    7 marzo ormai non ci sarà più un posto 🙄

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    1. Avatar Topper Harley

      Non è detto…

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