
Un salto indietro nella bibliografia di Zerocalcare, un volume del 2013 che raccoglie le strisce pubblicate allora sul suo blog. Le leggevo già a suo tempo, quando non lo conoscevano in tanti e forse non si conosceva bene nemmeno lui stesso: le storie mettono in luce infatti i primi passi nella presa di coscienza del suo ruolo di autore e dell’età adulta, una graduale maturità artistica e politica e, tra dubbi e ansie, un’interazione continua con l’armadillo, che commenta, giudica e sdrammatizza. Il tono si mantiene comico, strappa continuamente risate, ma tra le righe emerge quella malinconia tipica della generazione che racconta, tra lavori instabili, aspettative disattese e un costante senso di smarrimento. Se Zerocalcare negli anni ha trovato tanto consenso è proprio per la capacità di descrivere gli anni in cui siamo cresciuti, attraverso l’ironia e i simboli di quella cultura, comuni e identificabili da chiunque l’abbia attraversata. Oggi è un’artista a tutto tondo e riceve consenso persino dai giovanissimi. Ha affinato la capacità di comunicare e si rende credibile, perché è rimasto coerente ed umile. Quindici anni fa era a mollo, con l’acqua alla gola, anzi con un polpo alla gola, rischiava di affogare: adesso vola, ma vola basso. E per questo continuo a seguirlo.
Zerocalcare – Ogni maledetto lunedì su due





Scrivi una risposta a Topper Harley Cancella risposta