
Riprendo il post che avevo scritto oltre tre anni fa, al termine della quarta stagione, per aggiungere qualche impressione ora che ho finito di vedere la quinta e ultima.
Va da sé che la serie è stata sensazionale e passerà alla storia come una delle più viste di sempre. Come avevo già detto, la prima stagione mi aveva letteralmente folgorato e così anche la seconda, che ho guardato con l’acquolina in bocca per capire come si sarebbe sviluppata la storia. La terza stagione la definirei di transizione, forse è quella in cui si è voluto sondare un po’ il terreno per capire quanta roba alternativa ci si potesse mettere dentro. Della quarta ho scritto (sotto) a suo tempo. Ieri ho terminato la quinta. Devo dire, con qualche sbadiglio nei primi episodi, salvo poi riappassionarmi in quelli finali. Questi ragazzoni che fanno ancora i bambini con gli occhi sempre lucidi mi hanno quasi dato fastidio. L’idea di fare un piano per qualsiasi cosa e risolverla sempre con trovate alla Einstein ha un po’ stufato. Il supercattivo Vecna mi ha fatto quasi tenerezza, hanno provato a dargli qualche responsabilità in meno, un accenno di redenzione, ma niente, lo finiscono staccandogli la testa a colpi di accetta. I militari sono sempre sembrati peggio dell’Armata Brancaleone, un gruppo di inetti puntualmente raggirati da quattro ragazzini. Per non parlare della gente comune che, sull’orlo della fine del mondo, non si accorge né si stupisce di nulla e va avanti come se non fosse successo niente. Ecco, tutto ciò non lo avrei pensato in altri tempi. Sono passati dieci anni dalla prima puntata e anche io sono cresciuto. Doveva finire prima, probabilmente. Ad ogni modo, è andata. Il finale è esaltante nella dimensione in cui ci è arrivato e i flashback che, in pochi minuti, ripercorrono il passato sono stati azzeccati. Ora rivedremo i protagonisti dappertutto e l’interprete di Undici in particolare. Era bellissima da piccola. Adesso, a vent’anni, è mamma, si è già ritoccata il viso e va in giro che sembra un’ex pornostar. Ma va bene, sono io in realtà il vecchio che comincia a criticare le nuove generazioni, le nuove mode, i nuovi gusti. Per me, ormai, stranger things.
Il post che ho scritto nel 2022, al termine della quarta stagione
Su Stranger Things c’è poco da dire. O almeno io ho poco da dire. Prodotto di punta di Netflix, è una serie così popolare che difficilmente chi non l’ha conosciuta alla prima stagione, nel 2016, deciderà di iniziarla ora che siamo arrivati alla quarta. Ricordo bene quando, ormai sei anni fa, ho guardato il primo episodio, non mi sono staccato dallo schermo fino all’ultima puntata. La musica e l’ambientazione anni ’80, le citazioni infinite, l’omaggio alla fantascienza con i continui richiami al cinema di allora ne hanno fatto una serie di culto. Può non piacere ma nessuno può affermare che sia brutta. La seconda e la terza stagione, pur mantenendo uno standard altissimo, hanno cavalcato l’onda della precedente e mantenuto vivo l’interesse degli appassionati. La quarta, appena conclusa, pensavo volesse solo allungare il brodo per scemare sino alla conclusione. Mi sbagliavo. L’ultima stagione, non solo non è l’ultima perché ce ne sarà almeno un’altra, è pure strepitosa. Chissà se la sceneggiatura fosse già in cantiere dall’inizio, fatto sta che la realizzazione si è dimostrata eccellente. Al di là dei continui colpi di scena a cui si era abituati, qui si chiude un cerchio, arrivano spiegazioni a dubbi che non avevano bisogno di essere chiariti ma che, una volta fatto, aumentano lo spessore della serie, anche con un certo stupore. Senza dubbio gli sceneggiatori ormai si sentono onnipotenti e si concedono di tutto, eppure lo fanno bene: la scena in cui viene suonata Master of Puppets dei Metallica nel Sottosopra, giusto per fare un esempio, è tanto ridicola quando spettacolare. Funziona, come tutto del resto. E trovano la quadra alcuni avvenimenti che sembravano buttati lì a caso nelle precedenti stagioni, che forse lo erano e che ora invece assumono un nuovo significato. Il finale è tutt’altro che chiuso, anzi si presume che ci sarà da divertirsi tra uno o due anni. Peccato solo che i baby protagonisti siano diventati ventenni poco credibili nei panni dei ragazzini e che l’attrice di Undici sia ormai una superstar ingombrante per il personaggio che interpreta. Vediamo che succede.




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