
Sei astronauti provenienti da Stati Uniti, Italia, Gran Bretagna, Giappone e Russia (due) orbitano intorno alla Terra a bordo della Stazione Spaziale Internazionale per la loro ultima missione. E questo è quanto. Non succede niente di niente. Nessuna trama. Nessuna storia. L’intera lettura si articola in un’infinità di aggettivi e frasi ridondanti per raccontare la bellezza del nostro pianeta visto dallo spazio. Un punto di osservazione privilegiato di cui i sei protagonisti, chiamiamoli così, approfittano per meditare su sé stessi ed ammirare il mondo, una sfera non perfetta che somiglia ad una palla, termine appropriato per descrivere il libro. Bellissime le fotografie immaginarie descritte con le parole, fantastiche le sensazioni provate dall’equipaggio, puntuali le riflessioni sui misteri del cosmo, attente e precise le descrizioni della vita ordinaria all’interno della Stazione, ma venti pagine sarebbero state più che sufficienti. Trenta, ok. Anche cinquanta. Poi però basta. Ché l’universo è già strapieno di palle e non c’è bisogno di aggiungerne altre.
Samantha Harvey – Orbital





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