
Dalla formidabile collana The Passenger, dopo aver letto lo speciale sulla Sicilia, non so bene perché ho acquistato quello sulla Palestina. Forse volevo semplicemente saperne di più su una terra e una popolazione di cui tutti sentiamo parlare ogni giorno ma mai nei giusti termini, anche perché i giusti termini non esistono in una questione tanto complessa e aggrovigliata nel tempo come quella palestinese, dove ognuno ha una propria opinione. Qui tuttavia vengono riportate informazioni oggettive, articoli, foto, testimonianze, grafici con fonti certificate, reportage ed estratti di opere di autori che quei luoghi li vivono o li hanno vissuti. Questo per dire che, se si vuole approfondire la propria conoscenza (e la propria coscienza), non basta schierarsi o seguire il coro per cui simpatizziamo o leggere o ascoltare l’ultima notizia che ci capita sotto mano. Il volume è stato pubblicato poco prima dei tragici eventi di ottobre 2023 e lascia intendere che la situazione fosse già molto tesa. Ma, al di là della guerra e del conseguente genocidio di cui purtroppo non si intravede la fine, è stato molto interessante capire meglio, almeno per me, come sono suddivisi geograficamente, politicamente e amministrativamente i territori e le città e come si svolge la quotidianità dei palestinesi, a partire dal fatto che loro stessi sopravvivono, letteralmente, in modi differenti a seconda di dove abitano, di come lavorano, se lavorano, da dove provengono. Tutti però subiscono l’oppressione di Israele in svariate forme, dalle più subdole alle più lungimiranti. A questa si aggiungono l’autorità sempre più rigida dell’ANP che “governa” (con molte virgolette) in Cisgiordania e il controllo sempre più radicato di Hamas, organizzazione terroristica che con le armi spadroneggia nella Striscia di Gaza e che ha vinto le elezioni nel 2006, ultimo anno in cui si è andati al voto. E sto semplificando enormemente: mezza parola in più rischierebbe di fuorviare ogni discorso e mezza parola in meno richiederebbe ulteriori spiegazioni. Già queste poche righe sono imprecise e non sono in grado di andare oltre. Consiglio però la lettura del libro, senza dubbio illuminante: informa, aiuta a porsi delle domande, trasmette emozioni, rabbia e tristezza. I libri lo fanno. Stavolta un po’ meglio, purtroppo per le ragioni di un popolo che non avrà mai giustizia e che, comunque, non smetterà di lottare.
The Passenger – Palestina




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