
Cthulhu è il figlioccio di Lovecraft e questo è il racconto che ha dato origine sia al Ciclo di Cthulhu, ovvero la parte più nota di tutta l’opera di Lovecraft, sia ad innumerevoli produzioni letterarie ed artistiche in generale, ispirate alla gigantesca creatura antropomorfa con la testa tentacolare. La storia, in estrema sintesi, narra di un tizio il quale, sistemando i documenti di un lontano zio defunto, trova un orribile bassorilievo che lo porterà ad indagare e a scoprire, in giro per il mondo, l’esistenza di un culto malvagio formato da adoratori di un semi-dio appartenente ad un’antica civiltà. Cthulhu, appunto. Le atmosfere sono abbastanza inquietanti, nonostante la stesura risalga ad un secolo fa. Oggi probabilmente, viste le mostruosità che abbiamo saputo partorire nel frattempo, questa tipologia di horror mista a fantasy e fantascienza non fa venire i brividi come una volta. Colpa anche del surriscaldamento globale. Tanti però sono i casi in cui il mito di Cthulhu viene tirato in causa, non solo a livello visivo ma anche per la suggestione e la paura che è stato capace di trasmettere. Non a caso, Lovecraft è considerato uno dei maggiori scrittori del genere di sempre e citazioni e riferimenti a Cthulhu si sprecano, tra romanzi, fumetti, film, canzoni e, chissà, forse anche qualche ricetta di cucina a base di polpo.
Howard P. Lovecraft – Il richiamo di Cthulhu




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