Uno, nessuno e ventitré

Bratislava, primo impatto

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Diciamo che il primo impatto con Bratislava non è proprio positivo. Dall’aeroporto, decido di prendere il bus 61, invece del 96 (sono gli unici due autobus che portano in città), pensando che due passi per prendere confidenza con il posto non mi facciano male. Il 96 mi avrebbe portato nel quartiere in cui ho affittato la stanza, che credo si chiami Petržalka. Il 61 porta alla stazione centrale che si trova ad un paio di chilometri dal centro storico e ad altri due o tre da Petržalka. Lungo la strada, prima in autobus e poi a piedi, mi sembra di vedere solo casermoni abitati grigi e brutti del periodo comunista, il cielo è grigio e in giro non c’è quasi nessuno. Il centro storico è più grande di quel che si direbbe ma sono le sette di sera, è venerdì, quasi tutti i locali sono chiusi e i pochi turisti che incrocio non appaiono di buon umore. Cominciamo bene. Escludo che più tardi possa essere più vita, anche perché me ne vado direttamente in camera e, vista la distanza, penso di restare da quelle parti par mangiare qualcosa. Per arrivarci attraverso un enorme ponte sul Danubio sopra il quale si trova una delle attrazioni principali di Bratislava, l’UFO, un locale con ristorante e terrazza con vista che si trova a una novantina di metri di altezza e domina la città.
La camera è pulita, comoda, ben arredata con mobili Ikea, non manca nulla. Tutte le stanza si trovano in un’ala del quarto piano di un edificio nuovo, moderno e molto curato. Lo stesso palazzo fa parte di una zona residenziale, verde e tranquilla, sicuramente di recente costruzione, in cui tutto appare ordinato. Non so se tutta Petržalka è così. Si trova a sud rispetto al centro storico e al Danubio e mi dà l’idea di essere un quartiere isolato. Forse però è solo una mia impressione per il fatto che a piedi non ci si sposta con facilità o almeno credo. Il mio ospite è gentile, mi dà le chiavi e tutte le indicazioni parlando in inglese con molta calma. Nello stesso piano vive la sua collega, come la chiama lui, che ha una o due stanze accanto alla mia. Una scala porta al piano di sopra, dove ci sono altre camere e altri turisti. Il tizio, di cui purtroppo non ricordo il nome, mi spiega che oggi in Slovacchia è festa e sarà festa fino a lunedì, per questo negozi e locali sono chiusi e in giro non c’è un’anima. Chiedo dove poter mangiare qualcosa, c’è una pizzeria di sotto che lui stesso afferma non essere il massimo, figuriamoci cosa potrei affermare io. Ma non credo di avere alternative. Comunque la trovo chiusa. Per fortuna poco più avanti vedo la luce di un minimarket, tipo il bangladino sempre aperto di Roma e compro acqua, due lattine di birra e qualche schifezza per cena. Questo però non è un bangladino né un pakistano né uno straniero, è proprio slovacco e lo vedrò aperto anche a Pasqua. In zona non ho niente da fare, la prima sera a Bratislava volge al termine mentre una processione, partita dalla chiesa accanto, mi passa davanti con tanto di candele e canti sussurrati e mi fa abbastanza impressione.

Commenti

6 risposte a “Bratislava, primo impatto”

  1. Avatar Kikkakonekka

    Allora: io sono un po’ in conflitto con MDM (Mia Dolce Metà) perché mi piacerebbe visitare Bratislava, ma anche Varsavia, le Rep Baltiche, etc… ma lei non ama assolutamente questo tipo di città, è già difficile portarla a Praga, per dire.
    Ma io le ammirerei tutte, perché me le immagino molto diverse dalle nostre e c’è sempre da imparare dalla diversità.

    1. Avatar Topper Harley

      Concordo con te, io sto cercando di conoscerle tutte. Almeno le città. Sono vicine e basta un weekend per fare un bel giro. Praga e Vienna sono stupende ma sono anche moderne, penso possano piacere a tutti.

      1. Avatar Kikkakonekka

        Pensa un po’, Ale. Io ricordavo perfettamente questo tuo resoconto di Bratislava (diviso in più post) e se tutto va bene ci vado ad Agosto, l’idea l’ho presa proprio da te.
        Ho già prenotato il volo fino a Vienna, e da lì mi sposterò con Flixbus, credo che siano solo 30 minuti di viaggio.
        :D

        1. Avatar Topper Harley

          Andrea, che piacere! Soprattutto constatare che ti fidi dei miei resoconti. Ricordo bene quel viaggio. Bratislava era una meta scelta a caso, pioveva e all’inizio non me la sono goduta come avrei voluto. Non è grande, per cui la potrai girare tranquillamente in una o massimo due giornate. Altro capitolo è Vienna, che ho visitato in una giornata macinando chilometri e che invece avrebbe meritato molto più tempo. Comunque le due città sono molto vicine, ho amici che hanno fatto il tragitto in bici. Sono certo che sarà un bel viaggio anche per te.

          1. Avatar Kikkakonekka

            La mia intenzione è quella di starci 3 giorni pieni (esclusi dunque andata e ritorno).
            2 giornate per vedere la città con calma, 1 giornata per vedere qualcosa fuori città. Io pensavo di andare a Trnava o a Nitra (non a Vienna).
            Ho visto dove avevi l’albergo, io forse cercherò qualcosa più verso nord, oltre il pinte, per camminare un po’ meno. Vedremo, devo ancora guardare bene.
            Tu hai girato molto più di me, diciamo che tra le tue mete io sarei attratto da Praga Berlino e Atene. Chissà.
            Comunque i tuoi resoconti su Bratislava li rileggerò con calma, segnandomi consigli e luoghi.
            Grazie!

            1. Avatar Topper Harley

              In tre giorni hai tutto il tempo di vedere anche i dintorni. Io mi sono concentrato sulle città, soprattutto quando non ho avuto mezzi per spostarmi e poco tempo a disposizione. A Bratislava avevo preso un camera in B&B molto economica, io che dormo pure per terra, ma credo ci sia possibilità per tutte le esigenze. Praga e Berlino sono assolutamente da visitare, ho bellissimi ricordi. Atene, tolta la parte storica, offre ben poco, direi nulla. Su Bratislava e Vienna tutto quello che ho segnato sono riuscito a riportarlo sul blog, a differenza di altri viaggi. Quindi qualche consiglio lo troverai qui. Grazie a te!

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