Il gioco

Apprezzavo il Giovanni Floris giornalista e conduttore, soprattutto ai tempi di Ballarò. Ora non lo seguo quasi più ma soltanto perché non ho la TV a casa, per fortuna. Il Giovanni Floris scrittore invece non lo conoscevo affatto e così, per gioco, ho letto questo suo ultimo romanzo, un giallo a dir poco imbarazzante che mi ha fatto rimpiangere il tempo impiegato per finirlo. Lo avrei sfruttato meglio guardando pubblicità a raffica in televisione. Floris pare voglia ostentare una sua cultura letteraria che include una miriade di autori tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento dei quali inserisce citazioni “ad minchiam” in ogni dialogo, spacciandole per pertinenti alla conversazione e rendendo i personaggi piuttosto inverosimili per il modo in cui si esprimono. La vicenda non sta in piedi, l’intera storia è sconclusionata e le continue deduzioni del mistero che sta alla base del romanzo fanno acqua da tutte le parti. Solo la figura dei due ragazzi viene definita discretamente, tutti gli altri sono mezzi personaggi caratterizzati alla meno peggio, non si riesce ad inquadrarli e non certo per scelta. Ognuno di loro ha un lato nascosto che ne influenza le azioni ma nessuno di questi aspetti viene approfondito, io non sono nemmeno riuscito ad immaginarli fisicamente. La scomparsa della ragazzina poi, nonché la soluzione e la spiegazione finale (e pure la ragazzina stessa) non hanno di fatto alcuna logica né un senso. Delusione totale per un libro che tra qualche tempo si troverà a Ballarò, al mercato, a due euro. E non li varrà comunque.

Giovanni Floris – Il gioco

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20 risposte a "Il gioco"

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            1. Mi sono un po’ ricreduto sui contemporanei italiani, devo dire che ho iniziato ad apprezzarne diversi. Poi certo, se parliamo di Floris, non lo definirei esattamente uno scrittore…

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  1. Le librerie sono piene di gialli scritti da giornalisti, uomini politici, poliziotti e magistrati che nella maggior parte dei casi sono bravi nel loro lavoro ma non sono capaci di scrivere un romanzo e tanto meno un giallo. Vedi il triste caso di Walter Veltroni

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    1. A quello di Veltroni non oso avvicinarmi ma hai ragione. A parte qualche raro caso (ad es. De Cataldo di qualche anno fa), il resto è quasi spazzatura che viene venduta solo per il nome dell’autore.

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