The watcher

Sette episodi che si fanno seguire dall’inizio alla fine senza cali di tensione, senza dialoghi inutili, senza scene pallose. E senza una seconda stagione da aspettare con l’ansia. L’inquietudine è costante, l’attenzione si mantiene alta, non si vedono in giro né killer né entità soprannaturali, tuttavia gli sguardi e i misteri dei vicini di casa della famigliola appena trasferitasi al 657 Boulevard di Westfield, nel New Jersey, sono peggio di un horror. L’indirizzo è reale, si tratta infatti di una storia vera a cui Netflix ha aggiunto pathos e un bel po’ di personaggi e fatterelli ansiogeni a contorno per rendere il prodotto appetibile. Nonostante i numerosi tentativi di sviare lo spettatore, non è difficile intuire come si muova the watcher, “l’osservatore” che invia lettere ambigue e minatorie alla famiglia e che sembra sapere tutto sulla vita all’interno della casa. Quello che non si saprà mai è la sua (o la loro) identità, ma è un dettaglio che le puntante riescono gradualmente a mettere in secondo piano spostando l’attenzione verso le paranoie dei protagonisti e fornendo una qualche spiegazione in un finale semiaperto. Io preferirei sempre delle cazzo di conclusioni chiare e precise come si usava una volta, invece di ritrovarmi ogni volta a trarre le mie. Stavolta però non mi lamento: sono stato io l’osservatore di una serie che ho guardato mentre i miei vicini, con strani rumori di mobili spostati e chiacchiere notturne, si sono dimostrati più fastidiosi del solito. Adesso so cosa fare con loro.

14 risposte a "The watcher"

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        1. Beh, è sicuramente voluto. Nella realtà è successo proprio questo, hanno perfino accusato i proprietari di casa di essersi inventato tutto. Comunque capisco che non trasmetta un senso di completezza, come se rimanesse un po’ in sospeso…

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  1. Immagino che la serie non abbia una soluzione chiara perché, trattandosi di un fatto realmente accaduto, per quanto un po’ romanzato, quel fatto non ha avuto una soluzione… comunque per me sono stati quelli della conservazione delle dimore storiche… l’espressione di Mia Farrow era davvero inquietante!

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