I miei stupidi intenti

Nonostante i miei stupidi intenti di convincermi che non meritasse tutti gli elogi ricevuti, devo riconoscere di aver letto un libro carino, ben scritto e pieno di significati e interpretazioni. Gli animali protagonisti non sono certo una novità ma l’autore, giovanissimo, è stato bravo a renderli umani e riflessivi, mettendo da parte gli aspetti crudi e selvaggi della natura a favore di un contesto più razionale. E’ proprio sul contrasto tra istinto e ragione che la faina Archy decide di raccontare la propria esistenza, dopo aver imparato a leggere e a scrivere, aver conosciuto la figura di Dio e aver imparato i concetti di tempo e morte. Nozioni che la porteranno ad essere più vicina all’uomo che all’animale e che pertanto le distruggeranno la vita. Gli animali infatti ignorano la morte e lo scorrere del tempo, non credono in un dio che crea e disfa a piacimento e non hanno bisogno delle parole per spiegare la loro vita. Vivono o sopravvivono e basta. Archy invece apprende, impara, pensa e ragiona e non riesce a trovare una via d’uscita dal disegno di Dio, fino a che in qualche modo accetta il suo destino e capisce che il potere delle parole (e dei libri) può renderlo immortale. C’è del moralismo tra le pagine e Zannoni, volente o nolente, appare anche molto paraculo ma riesce in pieno nel suo intento, tutt’altro che stupido, di farsi apprezzare. A differenza di Archy che della faina ha ben poco e che se ne fotte di farsi apprezzare, a patto di continuare ad esistere, dopo la morte, attraverso il racconto della propria vita. Motivo per cui il Premio Campiello avrebbe dovuto vincerlo l’animale piuttosto che l’uomo.

Bernardo Zannoni – I miei stupidi intenti

7 risposte a "I miei stupidi intenti"

Add yours

  1. “Gli animali infatti ignorano la morte”
    Non ne sarei del tutto sicuro.
    Benché io non abbia intenzione di vederlo con i miei occhi, mi dicono che molti animali da allevamento, portati in fila indiana di fronte al loro destino, capiscano o intuiscano quanto stia per succedere a loro, e lo manifestano con reazioni quasi “umane”.

    Piace a 2 people

    1. Beh sì, io in Africa non dimenticherò mai quella volta che al villaggio per fare festa hanno ammazzato un montone. Prima che lo uccidessero, è rimasto legato ad un palo tutta la mattina ed ha “urlato” senza sosta (inutile dire che non l’ho mangiato). Io mi riferisco al fatto che gli animali non comprendono il concetto di morte ma indubbiamente hanno un istinto, una memoria ed un’intelligenza che gli fanno capire la paura, il dolore, la sofferenza. Ma non la morte. Non sanno che stanno per morire, hanno paura perché lo hanno avvertito o lo hanno vissuto e questo è istinto. Poi chiaramente posso (e forse spero) di sbagliarmi.

      Piace a 2 people

  2. Lo leggerò perché ben recensito (nel senso di recensito favorevolmente), ma a prescindere dai premi e cotillon ero un po’ scettico: la tematica dell’animale antropomorfo è vecchia storia (cfr. “La collina dei conigli” di Adams, a mio dire questo sì un libro che davvero, davvero merita). 😉

    Piace a 1 persona

    1. La collina dei conigli l’ho letto qualche anno fa ed effettivamente è di un altro livello. Per non parlare de La fattoria degli animali, capolavoro assoluto. Qui però non è tanto la figura degli animali ad incuriosire e nemmeno le metafore, sono i significati di tante riflessioni che un uomo da per scontate e un animale no. Per dire, quella sull’orologio: la faina non sa cosa sia e non impara a leggerlo ma gli viene spiegato che segna lo scorrere del tempo e lei capisce di non essere immortale, che il suo tempo è limitato, che morirà… non è facile da spiegare in poche parole e non lo fa nemmeno l’autore ma ti spinge a rifletterci dal punto di vista di un essere (l’animale) che questi pensieri non ce li ha di natura.

      "Mi piace"

  3. L’ho letto piacevolmente, ma non ho provato quell’entusiasmo che sembra suscitare in molti recensori… Ho trovato anche molte contraddizioni in questi animali che fin dall’inizio sono molto antropizzati… insomma non mi ha convinto

    "Mi piace"

    1. Secondo me la particolarità del romanzo non è tanto negli animali antropomorfi ma nei significati e nell’interpretazione delle loro scoperte. Avrebbero potuto esserci dei bambini o degli alieni al posto degli animali, è il punto di vista diverso da quello dell’uomo che fa effetto.

      "Mi piace"

Se vuoi...

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: