Moonfall

Ultimamente, oltre alle serie TV, sono riuscito a guardare ben due film. Sono stato sfortunato. Uno era il pessimo Ambulance (raccontato qui) e l’altro era questo Moonfall, un disaster movie diretto da colui che ha inventato il genere, Roland Emmerich, regista di Indipendence Day e Godzilla. Il film è un disaster nel vero senso del termine e sotto qualsiasi aspetto, in sostanza fa schifo. Un budget da paura, vista la qualità del cast e degli effetti speciali, non lo ha salvato dal risultare un filmetto di serie B, pieno di cazzate in teoria accettabili nel filone apocalittico in cui si inserisce la storia, in pratica incommensurabili per come vengono rappresentate. La Luna ha perso la sua orbita e, attratta dalla gravità, si avvicina pericolosamente alla Terra che non ha speranze di salvarsi. Un cospirazionista (uno del tipo che la Terra è piatta) capisce il motivo e cerca di allertare la NASA che giustamente non se lo fila ma corre ai ripari e, come ogni buon ente americano, pensa di risolvere il problema distruggendolo, ovvero facendo esplodere la Luna. Il piano fallisce perché il tizio aveva ragione: la Luna non è un satellite naturale ma una megastruttura aliena, ipotesi che trova conferma in un attacco mortale subito dagli astronauti andati lì per farla saltare in aria. La situazione diventa presto critica, maree e terremoti stanno provocando danni che manco Indipendence Day e tutti concordano sul “si salvi chi può” per fuggire o morire chissà dove. Anche la base della NASA, tutta, rimane deserta ma tre eroi non si arrendono, sennò il film era finito. Uno è il cospirazionista e un altro è l’astronauta che dieci anni prima era stato espulso perché ritenuto responsabile di un incidente, causato invece dagli alieni. Il terzo eroe è la donna che si trovava con lui in quella missione e che non era stata licenziata perché durante l’incidente non aveva visto né sentito niente, un’omertosa spaziale. Cosa possono fare i tre? Nemmeno gli sceneggiatori di Boris avrebbero osato tanto. La Luna sta provocando la fine del mondo, l’ultima navicella pronta a partire non può decollare per i danni e perché alla base non c’è più personale. Gli viene un’idea. Vanno al museo dove è esposta la vecchia navetta usata dieci anni prima dal pilota espulso, la portano alla base e, oh, vanno nello spazio, tutti e tre: la donna cazzuta, il collega che non vola da allora (si sa che guidare uno shuttle è come andare in bicicletta: una volta imparato, non si dimentica più) e il cospirazionista che ha studiato astrofisica su Focus. A questo punto mi chiedo perché non ci siano andati volando come Superman o teletrasportandosi. Comunque. Entrano dentro la Luna inseguiti dalla forza aliena ostile e, aiutati da un’altra forza aliena amica (un’intelligenza artificiale che, si scoprirà, ha dato origine alla Terra per nascondersi dagli sterminatori dell’universo), riusciranno a rimettere a posto la Luna come un soprammobile e allontanare la minaccia. La Terra è martoriata però è salva. Dei tre eroi, i due astronauti riescono perfino a tornare a casa dalle famiglie, ridendo e scherzando, tanto sono solo usciti per una birretta, mentre il terrapiattista sacrifica la sua vita e resta all’interno della Luna per donare la sua coscienza umana alla forza amica e proteggere il pianeta da eventuali nuovi attacchi. Con quella testa, ora sì che la Terra è al sicuro. Del finale non sono proprio certissimo perché ho spento prima di arrivare ai titoli di coda. E ho sbagliato perché avrei dovuto spegnere prima dei titoli di testa. Mi sa che torno a guardare serie TV.

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9 risposte a "Moonfall"

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