Uno, nessuno e ventitré

Dietro i suoi occhi

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La protagonista – non quella di colore e nemmeno il tizio con la barba – è la figlia di Bono degli U2 e gli assomiglia, oltre che per gli occhi e il fascino, anche per l’altezza: lui è bassino, lei di più. E’ la vincitrice morale del duello di nervi che, dopo le prime pressoché inutili puntate, si innesca fra i tre personaggi principali, ma non potrà esserne contenta né materialmente festeggiare perché alla fine a sorridere davvero sarà il quarto uomo, quello che sta in disparte e decide a tavolino le partite. La miniserie viene etichettata da Netflix come un thriller psicologico, a me è sembrata più un noioso soprannaturale: le basi per un buon prodotto c’erano, peccato aver mandato tutto in fumo. La storia, non a caso, finisce (e comincia) con un incendio. L’ultima mezz’ora dei sei episodi chiarisce tanti interrogativi e lì lo spettatore risveglia il suo interesse e si chiede che motivo c’era di inserire nella trama quella roba trascendentale. Ancora una volta (sembra ormai un cliché di molte serie di questo genere) a spiegarlo e a sorprendere ulteriormente sono gli ultimi cinque minuti, dando l’illusione di non aver sprecato il proprio tempo. L’effetto tuttavia dura poco e l’indomani al massimo ci si ricorda della protagonista bassina figlia di Bono degli U2 – che, è giusto dirlo, si chiama Eve Hewson – e della scena madre in cui grida “vaffancuuulo” imitando Aldo in “Tre uomini e una gamba”.

Commenti

2 risposte a “Dietro i suoi occhi”

  1. Avatar isaposentus

    Recensione fantastica 😁
    Hey Topper, hai già visto la miniserie di Dracula? Quella pubblicizzata con l’ombra che si allunga, fino a delineare il profilo del vampirone? Io mi sono fermata alla prima puntata, non so ancora se guarderò le altre due.

    1. Avatar Topper Harley

      Sì! Mi è piaciuta pure. E’ un Dracula diverso dal solito, ironico e mostruoso al tempo stesso. Poi c’è tanto sangue e qualche scena da puro horror. Forse il finale delude un po’ ma nel complesso la consiglierei, sempre che piaccia il genere…

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