Uno, nessuno e ventitré

Il porto proibito

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Già dalla prima pagina, a vedere il meraviglioso tratto a matita e senza china, sono rimasto affascinato dalla mano del disegnatore e ho pensato potesse essere una lettura da cinque stelline. L’ho pensato per buona parte dell’opera perché la storia regge e coinvolge. Fino ad un certo punto però. Andando avanti ci si rende conto di quanto i dialoghi siano stucchevoli, addirittura pesanti, con pagine per giunta piene di testi di canzoni che non ha senso leggere se non si conoscono. Tante, troppe. E quei pensieri, quelle conversazioni, talvolta assurde, stracolme di versi tradotti dagli autori originali e ricopiati per intero, oltre alle parole eccessivamente ricercate… beh, hanno rotto il cazzo. Probabilmente non rientro nel target (sedicenni in amore) a cui il libro mirava. Resta una grande opera e sono contento di averla fatta mia ma il merito è dei disegni che avrebbero funzionato anche senza testo e che appenderei sui muri di casa per quanto mi piacciono. La sceneggiatura o meglio i dialoghi, invece, li butterei nel cestino.

Teresa Radice, Stefano Turconi – Il porto proibito

Commenti

9 risposte a “Il porto proibito”

  1. Avatar endorsum

    Eh, sei abituato troppo bene ormai, i miei dialoghi fanno sembrare gli altri così come li hai descritti… X-D :-D

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    1. Avatar Topper Harley

      I dialoghi sono belli ma improbabili e troppo ricercati anche per un fumetto di questo tipo…
      I tuoi non so come sono ma non credo a questi livelli.

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      1. Avatar endorsum

        (scherzavo ovviamente ;-) )

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        1. Avatar Topper Harley

          Beh, non hai sentito i miei, di dialoghi…

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          1. Avatar endorsum

            registrali!!!!! :-D ci scappa una magnifica testimonianza da the day after!

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            1. Avatar Topper Harley

              Se ci sarà un day after…

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  2. Avatar
    Anonimo

    L’ho trovato in libreria qualche mese fa per caso mentre ero ad un incontro e l’ho letto in treno, mi è piaciuto molto anche soprattutto la musica, che li è ben rappresentata come spartito musicale, per me è una metafora di suoni e poi musica che abbiamo in noi da sempre.

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    1. Avatar Topper Harley

      Ricordo che mi è piaciuto molto per i disegni. I dialoghi invece non li ho apprezzati granché.

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