Io bastardo stronzo presuntuoso figlio di puttana:
Tutto sommato non sbaglio un colpo dall’estate 2007 quando una certa Roberta, conosciuta per sbaglio ad una festa, mi ha gentilmente, ma davvero gentilmente, chiesto un pò di rispetto per una storia che stava mettendo in piedi con un ragazzo di cui ignoravo l’esistenza. Io, bastardo, stronzo e presuntuoso, e anche figlio di puttana, ho continuato ad ignorarla, l’esistenza, finché l’alcool ha fatto la sua parte e Roberta è rimasta con me. Sì, nel senso che mentre io vomitavo lei mi schiaffeggiava per farmi riprendere. Ora che ci penso non sono tanto sicuro che lo facesse per farmi riprendere. Comunque. Dopo questa disavventura, sono stato infallibile. Ho messo a segno imprese eccezionali una dopo l’altra, fino ad arrivare al clou con Barbie. E oggi, in fin dei conti, mi chiedo chi cazzo era questa Lucia. La conoscevo da una settimana, l’ho vista due volte, le ho parlato una. Niente, solo un principio di infatuazione, un’inf.
Io trottolino amoroso du-du-du-da-da-da:
In una settimana, da domenica a domenica, ho eretto e demolito un castello. Impeccabile, istintivo ma perfetto fino a giovedì, poi perduto in un bicchiere di rum. Lucia puff, è andata. Persa irrimediabilmente. La conoscevo da pochi giorni, l’ho vista due volte e mi ha fulminato, le ho parlato una e mi ha conquistato. Avevo deposto delle speranze in quegli occhi verdi, pensavo che avrebbero potuto farmi innamorare anche se erano azzurri. Avevo trovato la nostra colonna sonora, Diana dei Misfits (peccato lei si chiamasse Lucia), che ora ascolto da solo consumando il tasto repeat (e dire che lo premo con la freccetta del mouse). Avevo fatto la lista nozze. Avevo comprato il test di gravidanza. Avevo scelto il nome del bimbo, Jesus. Avevo al passato, non ho al presente.
Io bastardo stronzo presuntuoso figlio di puttana:
C’è ancora la modella da morire.
Io trottolino amoroso du-du-du-da-da-da:
La modella da morire è stata molto carina stasera. Tornato a casa dopo il nuoto, decisamente tardi per la cena, ho trovato la tavola apparecchiata e imbandita. Due piatti, due bicchieri. Sottopiatti e sottobicchieri. Niente sottilette e sottaceti. Il tronchetto della felicità con un germoglio. Sembrava il mio compleanno. In un biglietto scritto a mano mi spiegava che aveva aspettato che io tornassi, poi si era arresa, cenando sola e andando a letto (sola), dopo aver lasciato in caldo i tortellini con la panna che aveva preparato. Sarà senza cervello però ha un cuore. Di panna.
Io bastardo stronzo presuntuoso figlio di puttana:
Me ne vado a dormire. Lascio la porta aperta. Non si sa mai.
Io trottolino amoroso du-du-du-da-da-da:
Chiudo la porta e scrivo sul blog.



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