Uno, nessuno e ventitré

Il predicatore – Il diavolo

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Leggo un sacco di fumetti e ogni tanto recupero da qualche bancarella dell’usato un volumetto che mi attira. A patto che si tratti di una storia completa e non di un’uscita periodica numerata. Una copertina inquietante con un predicatore che tiene un Vangelo, un sottotitolo altrettanto inquietante come “il diavolo” e, soprattutto, il prezzo di un euro, non potevano non attirarmi. Editoriale Cosmo sforna spesso prodotti interessanti, in particolare per la collana Serie Nera e questo fumetto, del 2015, è uno di quelli. Peccato che, a differenza di ciò che si può immaginare, ovvero roba tipo esorcista, si tratta “soltanto” di un noir: ambientato negli anni ’50 nel profondo sud degli Stati Uniti, parla di un poliziotto segnato da vizi e frustrazioni, che incontra casualmente, o forse no, un ex membro di una vecchia banda di rapinatori. Quest’ultimo, vent’anni dopo, è diventato marito, padre e devoto, seppellendo il proprio passato criminale. Un predicatore, insomma. Il poliziotto invece incarna lo stereotipo del detective americano dell’epoca, visto in tanti film: in sovrappeso, beve, fuma ed è sempre incazzato. Non si capisce bene perché si ostini a perseguitare l’ex galeotto, che tra l’altro ha scontato la sua pena. Il racconto alterna presente e flashback, ricostruendo i crimini e il ruolo del neo predicatore che in ogni caso, né adesso né prima, era accostabile al diavolo. Emergono segreti e colpe non espiate ma l’ossessione del poliziotto è tutt’altro che spiegabile. I disegni non aiutano: tratto spigoloso, vignette piccole, molti primi piani rendono complicata a volte la dinamica delle vicende. E niente, accantonato l’horror, il noir non mi è sembrato granché. Al diavolo.

Marc Malès – Il predicatore. Il diavolo

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