
Jioke, al secolo Giovanni Dell’Oro, è un giovane fumettista che ha raggiunto la notorietà sul web pubblicando brevissime storie horror dai toni disturbanti e con finali sorprendenti. Sono arrivato a lui tramite il passaparola ed è la prima volta in vita mia che mi imbatto in un fumetto davvero pauroso. Di quelli che sposti gli occhi da una vignetta a quella accanto e un sussulto ti paralizza per un paio di secondi. Non mi era mai capitato. Si tratta di horror psicologico, dove il terrore risiede più nell’immaginazione e nel contesto che nelle scene. Non c’è sangue quindi, ma l’autore non si pone limiti e, che si tratti di violenze domestiche, bullismo o follia pura, i temi toccati non lasciano indifferenti. Il finale, in alcuni casi, mantiene un’interpretazione aperta o simbolica. In tutti gli altri è una vignetta, una sola, a chiudere in modo perentorio e agghiacciante il racconto. Il disegno rappresenta senza dubbio un punto di forza: il chiaroscuro e il tratto graffiato, a matita o penna sottile, spesso irregolare e con linee sovrapposte, creano vibrazione e instabilità, quanto serve per mostrare atmosfere claustrofobiche e personaggi ambigui e deviati. Questi hanno parvenze sproporzionate, volti deformati, occhi grandi, mani allungate. Restano inquietanti anche quando non rappresentano il male. Pazzia è la prima pubblicazione di Jioke, di qualche anno fa. Include ciò che aveva messo online sul suo sito, tra l’altro WordPress (interessante per comprendere le sue opere), più due inediti. Nel frattempo, sono usciti altri tre libri, sempre dello stesso genere. Sarebbe una pazzia non andarli a recuperare.





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