
Classicone di Agatha Christie che ho iniziato non a leggere ma ad ascoltare, come audiolibro, tramite app sullo smartphone: volevo capire se potesse essere un’alternativa interessante alla lettura e ho scelto un romanzo a cui sapevo di dover prestare orecchio e attenzione, io che mi distraggo facilmente. Tranne quando leggo. L’esperimento è durato finché, confrontando l’audio e il libro in versione ebook, mi sono accorto che, dopo giorni di ascolto, ero praticamente ancora alle prime pagine. Ho realizzato che la lettura è molto, ma molto più veloce dell’ascolto e permette anche di memorizzare più facilmente il testo. Non me la sono sentita quindi di proseguire con l’audio, sono passato alle pagine, seppur digitali, e ho terminato il resto del romanzo, se non proprio in quattro e quattr’otto, quasi. Oltretutto ero curioso di entrare nel vivo della storia e di arrivare al finale. Cioè, si tratta di Agatha Christie, sapevo cosa aspettarmi e volevo scoprirlo quanto prima. Roger Ackroyd è un facoltoso gentiluomo a conoscenza di un segreto compromettente che gli costa la vita. Poirot, ritiratosi per godersi la pensione proprio nel paese in cui si compie l’omicidio, viene coinvolto nell’indagine. I potenziali assassini sono almeno una decina e tutti hanno qualcosa da nascondere. Un bell’intrigo. Scrittura elegante, personaggi pacati, ambientazione curata, dialoghi acuti, depistaggi, un omicidio, un assassino insospettabile e Hercule Poirot. Ho letto altri libri della regina del giallo e ogni volta è stato impossibile evitare il toto-assassino, il tentativo di individuare il colpevole in anticipo. Ho puntato tutto su una delle figure meno appariscenti della trama e ho perso. La sconfitta è stata però ampiamente ripagata dalla strabiliante rivelazione finale. La mia piccola passione per i gialli evidentemente è ancora acerba, Agatha Christie mi ha fregato di nuovo. Per fortuna.





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